TORVISCOSA

TORVISCOSA

TORVISCOSA

Architettura e Immagine Fotografica della Nuova Città Industriale del Novecento
di E. Baldassi, A. Bazzoffia, P. Regattin

 

Prefazione di Carlo Rastrelli
Guarniero Editore 2004

Già’ sul finire degli anni trenta, l’editore torinese Dagnino aveva programmato un volume monografico su Torviscosa nel contesto di una collana dedicata alle città nuove volute dal regime fascista.

Il volume però, causa il precipitare degli eventi bellici, non vide mai la luce.

Tuttavia Torviscosa, “città dell’autarchia e della cellulosa”, nel corso dei suoi oltre sessanta anni di storia è stata oggetto di autorevoli studi; dal celebre e magniloquente “Poema di Torre Viscosa” di F.T. Marinetti sino alle recenti opere del Bortolotti e del Baldassi.

Anche alla luce di queste opere, anno dopo anno, numerosi docenti e studenti universitari, studiosi di architettura e semplici turisti giungono a Torviscosa per ammirare questo capolavoro del razionalismo italiano.

La fondazione di Torviscosa, come noto, è legata al periodo dell’autarchia e delle grandi bonifiche del ventennale della vittoria nella grande guerra, alla produzione della cellulosa italiana ed alla figura del presidente della SNIA Viscosa Franco Marinotti.

Ma Torviscosa, pur con una propria particolarità quale l’integrazione tra l’attività industriale e quella agricola, rappresenta soprattutto una delle dodici principali “città nuove o di fondazione” che, sorte a partire dal 1932 con la bonifica del litorale laziale ed al di là dei tempi record in cui vennero realizzate, il fascismo volle fortemente nell’ottica di una “architettura come prima arte di Stato”: Esse furono allora e restano ancora oggi un’opera straordinaria e di valore internazionale sia sotto il profilo architettonico che urbanistico.

Le città di fondazione rappresentano dunque una pagina importante della nostra storia, a lungo volutamente denigrata o trascurata, che era doveroso riesaminare ed approfondire con serenità ed obiettività.

Il volume “Torviscosa. Architettura ed immagini della nuova città industriale del novecento”, oltre a rappresentare un nuovo importante tassello nella conoscenza della cittadina friulana ed un ulteriore atto d’amore degli autori verso la loro terra, contribuirà a restituire alla memoria storica dei torzuinesi e di tutti gli italiani, senza nostalgia, una delle più fertili espressioni del “periodo eroico dell’architettura italiana contemporanea” – secondo la nota definizione di Smithson – ed uno dei frutti migliori di un ventennio della nostra storia recente.

 

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