I COPRICAPO DELLA M.V.S.N. (1° parte)

I COPRICAPO DELLA M.V.S.N. (1° parte)

di Carlo Rastrelli
Milites di Maggio – Giugno 2005

PARTE PRIMA:
DALLE ORIGINI AL REGOLAMENTO DEL 1935

 

Uno dei simboli più noti dell’araldica fascista fu il fez nero.

Tale fez, ereditato dal retaggio eroico della grande guerra, dopo essere stato il protagonista negli anni dello squadrismo, una volta istituita la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale e dunque trasformate le squadre d’azione da milizia di partito a milizia di stato, divenne elemento distintivo e caratterizzante anche delle uniformi della nuova forza armata.

Difatti, già il primo Regolamento sulla Uniforme della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale del 1923, Allegato B al Regolamento di Disciplina approvato con R. decreto legge dell’8 marzo 1923 n.831, dopo aver precisato che “L’uniforme, che contraddistingue il cittadino che ha l’onore di appartenere alla Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale deve formare l’orgoglio di chi ha il diritto di vestirla”, all’articolo 4 prevedeva per l’uniforme ordinaria per gli ufficiali il cappello o il fez (e l’elmetto nei servizi armati di ordine pubblico) e per la truppa il solo fez (oltre all’elmetto nei servizi armati di O.P.),

I successivi articoli 7 ed 8 descrivevano i cappelli per ufficiali ed il fez per la truppa.

Il cappello degli ufficiali era di foggia uguale a quella prescritta per le truppe da montagna del R. Esercito ma senza nappina né penna e le guarnizioni erano in nastro nero anziché in grigio verde.

Il fez da truppa era quello nero degli arditi del tempo di guerra.

Nessuna descrizione veniva viceversa riportata per il fez degli ufficiali.

Solo alcuni mesi dopo, il 1 agosto 1923 con la circolare n.83, venne adottato per la sola grande uniforme quel fez che sarebbe divenuto il più noto ed elegante copricapo degli ufficiali della M.V.S.N..

Il fez era di feltro nero rasato, floscio, con spaccatura al centro e portava un fiocco di seta nera che scendeva anteriormente ed un cordoncino, rosso per i Caporali d’Onore, dorato per gli ufficiali generali e nero per tutti gli altri ufficiali, che scendeva ad arco sul lato destro intrecciandosi a nodi di Savoia.

Il fregio doveva venire apposto sul davanti ed il distintivo di grado sul lato sinistro del fez.

Il 3 luglio del 1931 venne approvato il nuovo Regolamento sull’Uniforme e Istruzione sulla Divisa della Milizia.

L’articoli 1 dell’Istruzione sulla Divisa per gli ufficiali prevedeva i seguenti copricapo:

  • Elmetto metallico (per la grande uniforme sotto le armi, per l’uniforme di marcia nei vari servizi di ordine pubblico o facendo parte di truppe mobilitate): Era uguale a quello in uso nel R. Esercito ma verniciato in nero ed il fregio era di metallo dorato. Non si applicavano distintivi di grado.
    Dalla tavola V del Regolamento del 1931 si deduce che tale elmetto altro non era che il mod. 1915 “Adrian” solo successivamente sostituito con i modelli 1931 e 1933;
  • Fetz per ufficiali (per la grande uniforme, per l’uniforme ordinaria e per l’uniforme estiva): Di feltro peloso nero. Era di forma rigida, bombè, con leggera incurvatura al centro del capolino in senso longitudinale e con risvolto esterno alto 11 centimetri dello stesso feltro, ricoprente tutta la parte cilindrica del fetz. Il risvolto era bordato con trina di seta nera alta 15 millimetri. Il fetz portava fissato nell’incurvatura del capolino un fiocco di seta nera che scendeva sul risvolto davanti a dai lati, lungo tanto da lasciare visibili i gradi ed il fregio. Adornava il fez un cordone intrecciato a nodi di Savoia, di seta rossa per il Primo Caporale d’Onore ed i Caporali d’Onore, d’oro per gli ufficiali generali, di tessuto oro e nero per i consoli, e di sete nera per gli altri gradi. Il cordone era fissato nell’incurvatura del capolino e scendeva ad arco sul lato destro del fetz. Il Comandante Generale portava sul fetz, nella grande uniforme, un pennacchio bianco di airone, fissato al di sopra del fregio;
  • Cappello all’Alpina: di prescrizione per le Milizie Ferroviaria, Postelegrafica e Forestale, per i reparti speciali e le legioni ordinarie di frontiera. Era di foggia uguale a quella prescritta per le truppe da montagna del R. Esercito, senza nappina né penna, eccetto per la Forestale che portava la sola nappina.  La fascia anziché di nastro g.v., era di nastro nero, dell’altezza di mm. 45 ed il bordo era anche di seta nera. Gli ufficiali generali delle Milizie e reparti predetti portavano al cappello alpino una trecciuola d’oro alta mm. 17, per gli altri gradi la trecciuola era della stessa altezza ma di seta nera;
  • Berretto per gli ufficiali delle Milizie Portuaria e Stradale: Era del tipo aeronautica, di castorino g.v. per le uniformi ordinaria e di marcia, di tela bianca per l’uniforme bianca estiva.

Per la divisa dei sottufficiali erano previsti i seguenti copricapo:

 

  • Elmetto metallico. Era uguale a quello degli ufficiali, il fregio metallico era argentato anziché dorato;
  • Fetz: di feltro nero rasato; rigido, con spaccatura al centro del capolino e con risvolto di feltro stesso bordato con trina di lana nera. La bordatura era di mm. 5. Il risvolto era di cm 7 compresa la bordatura. Il fetz aveva sul davanti un fiocco nero, ma non il cordone prescritto per gli ufficiali;
  • Cappello all’alpina: per le Milizie Speciali e per i reparti di frontiera che avevano tale copricapo di prescrizione. Era di feltro g.v. uguale nella forma a quello degli ufficiali.
  • Berretto per le Milizie Portuaria e Stradale: era di panno g.v. della stessa foggia prescritta per gli ufficiali, senza gradi e con il fregio tessuto in argento.
    Per i soli sottufficiali del Reparto Moschettieri il fetz aveva il cordone come quello degli ufficiali.

Per la divisa della truppa erano prescritti:

 

  • Elmetto metallico: era uguale a quello degli ufficiali e sottufficiali;
  • Fetz: era di feltro nero rasato, con spaccatura al centro del cupolino e risvolto di feltro stesso, senza bordatura, né cordone. Il risvolto era di cm. 4 e sul davanti del fetz scendeva un fiocco di lana nera ed era apposto il fregio in ottone. La truppa dei Battaglioni CC.NN. portava il fetz nero, alla bersagliera senza fregio né distintivo di grado. I Moschettieri portavano il fetz simile a quello degli sottufficiali con cordone nero da ufficiale;
  • Cappello all’Alpina: era uguale a quello dei sottufficiali;
  • Berretto per la Milizia Portuaria: era di panno g.v. della foggia prescritta per i militari di truppa della R. Aeronautica (a busta senza visiera) e col fregio di metallo argentato uguale a quello prescritto per gli ufficiali;
  • Berretto per la milizia Stradale: era uguale a quello prescritto per i sottufficiali.

 

Il successivo Regolamento del 1 giugno 1935 prescrisse per i soli ufficiali della Milizia le seguenti cinque tipologie di copricapo:

 

  • Berretto (uniforme ordinaria invernale ed estiva per gli ufficiali delle Milizie ferroviaria, postelegrafica, portuaria e stradale): era di foggia uguale a quella stabilita per gli ufficiali del R. Esercito, di stoffa diagonale g.v. per l’uniforme grigio verde, di tela bianca per l’uniforme estiva;
  • Cappello Alpino (per gli ufficiali delle legioni di frontiera e della Milizia Forestale, Universitaria e Confinaria): era di foggia uguale a quella prescritta per gli ufficiali delle truppe da montagna del R. Esercito, senza nappina né penna, salvo la Milizia Forestale che portava la sola nappina. Portava sul lato sinistro i distintivi di grado ed aveva la fascia e l’orlatura della tesa di seta nera. La trecciola era costituita da un cordoncino di seta rossa per il Primo Caporale d’Onore e per i Caporali d’Onore, di tessuto dorato per gli ufficiali generali, di tessuto intrecciato in oro e nero per gli ufficiali superiori e di seta nera per gli ufficiali inferiori;
  • Casco (Milizia Stradale e reparti motociclisti): era di cuoio nero e non portava fregi né distintivi di grado;
  • Elmetto (uniforme di marcia e grande uniforme sotto le armi): era di lamierino di acciaio, uguale a quello prescritto per il R. Esercito, ma verniciato in nero, aveva il fregio verniciato in color oro ed era senza distintivi di grado. Nella grande uniforme l’elmetto del solo Comandante Generale era guarnito di un pennacchio bianco di airone applicato sul lato sinistro;
  • Fez (uniforme ordinaria invernale ed estiva, grande uniforme invernale ed estiva e uniforme nera da visita e da sera e per la grande uniforme nera): era di feltro nero a forma di calotta, con spacco al centro e leggermente incurvato in senso longitudinale, con risvolto esterno alto circa 9 cm. Era orlato con nastro di seta nera alto 15 mm.. Portava anteriormente il fregio e sul lato sinistro i distintivi di grado. Sullo spacco della calotta erano fissati un fiocco di seta nera che scendeva obliquamente dalla parte anteriore del copricapo, verso destra, sino al margine inferiore senza sorpassarlo ed un cordoncino che scendeva ad arco sul lato destro del risvolto, intrecciandosi a metà a nodo di Savoia. Detto cordoncino era di seta rossa per il Primo Caporale d’Onore e i Caporali d’Onore, di tessuto dorato per gli ufficiali generali, di tessuto intrecciato in oro e nero per gli ufficiali superiori e di seta nera per gli ufficiali inferiori. Il Comandante Generale portava sul fez, nella grande uniforme, un pennacchio bianco di airone fissato al di sopra del fregio.

 

Per i Moschettieri del Duce il fez era di forma analoga a quello degli ufficiali della Milizia ordinaria, rigido e di feltro peloso, ed era provvisto di campanelle nella parte interna per l’applicazione del sottogola.

 

Durante la campagne del 1935/36 in Africa Orientale la Milizia utilizzò i medesimi elmetti o caschi coloniali del R.E. quali il modello tipo “Aden” da ufficiale, sia di fabbricazione nazionale che inglese o egiziana, ed il mod.1927/35 per i sottufficiali e le camicie nere.

Il medesimo copricapo venne ancora utilizzato, negli anni successivi, durante le operazioni di polizia coloniale nelle vaste terre dell’impero e sui fronti dell’Africa Settentrionale e dell’Africa Orientale Italiana durante l’ultimo conflitto mondiale.

Nell’estate del 1935 venne adottata anche per gli ufficiali della Milizia la bustina grigioverde analoga a quella introdotta con il Giornale Militare del 18 aprile 1935 per gli ufficiali del Regio Esercito.

Lo stesso avverrà anni dopo allorquando, con la pubblicazione sul G.M.U della circolare n. 256 del 1942, verrà adottata la bustina o berretto da campo mod.1942.

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